Vista verso i Monti Sibillini e Porta San Lorenzo (Foto Roberto Postacchini)

L'interno dell'ottocentesco Teatro delle Logge (Foto Roberto Postacchini)

Veduta aerea: lo sguardo abbraccia insieme il borgo, la vallata e il mare (Foto Matteo Orazi)
Santa Maria a piè di Chienti in una suggestiva veduta notturna (Foto Roberto Postacchini)
Veduta dei campi intorno Montecosaro (Foto Marcello Tramandoni)
Interno del Palazzo Comunale
Veduta aerea della campagna Maceratese fino ai Monti Sibillini (Foto Roberto Postacchini)
Veduta di Montecosaro (Foto Roberto Postacchini)
Santa Maria a piè di Chienti
San Domenico
Sant'Agostino
Teatro delle Logge
clicca sul "+" per avere maggiori informazioni

Montecosaro

-Basilica di Santa Maria Piè di Chienti (Chiesa dell’Annunziata)
Nella piana alluvionale del fiume Chienti, tra la vecchia strada statale e la dinamica superstrada, si erge uno dei più insigni esempi del romanico marchigiano. I primi dati storici risalgono al 936 ma si ipotizza la sua esistenza già in età longobarda.
Un recente intervento ha in parte ricreato l'antico paesaggio vegetale che circondava il complesso ai tempi in cui i monaci farfensi bonificarono la paludosa Val di Chienti. In effetti, l'area dell'antico luogo di culto si presenta attualmente ricca di aiuole, campi a frumento, siepi d'alloro e agrifoglio. Inoltre, osservandola da lontano, la struttura sembra nascondersi tra robusti lecci, cerri, farnie ed aceri campestri.

Ulteriori informazioni"
Orari delle S. Messe:
Prefestivi
Ore 19.00
Festivi
Ore 7.00 - 9.00 - 10.30 - 19.00

-Chiesa di San Rocco
Venne costruita alle porte del borgo nel 1447, per sciogliere un voto dei montecosaresi colpiti da una grave pestilenza. Nel 1576 venne abbellita con i magnifici affreschi del catino e dell'arco absidale, eseguiti da Simone de Magistris da Caldarola.
Agli inizi dell'800 si aggiunsero i due altari laterali, provenienti dalla chiesa di S.Maria del Monte appena demolita. La sagrestia ed il grazioso campanile a vela vennero infine edificati nel 1887. La chiesa è a pianta ottagonale, con soffitto a capriate sostenuto da una possente colonna centrale. La visita dell'intemo può iniziare dalla pala con la Vocazione di S.Matteo, attribuita a Simone de Magistris ma risultante dall'unione di due distinte tavole. Nella lunetta è raffigurata una Madonna con Bambino di pittore ignoto dei primi decenni del '600; sotto si profilano invece le figure di S.Matteo e del Cristo, seguiti da apostoli espressivi e ricchi di gestualità. Vediamo scorrere Pietro, Andrea con la croce del suo martirio in spalla ed il volto imberbe di S.Giovanni, rivolto a quello che con ogni probabilità è S.Giacomo. Segue l'altare laterale destro che ospita una statua lignea di S.Rocco ed una pittura murale in cui sono raffigurati la Madonna, S.Rocco e S.Lucia.

Ulteriori informazioni"
-Chiesa del Santissimo Crocifisso
E' detta anche Crocefisso dei Sassi, possiamo quindi ipotizzare una sua fondazione su delle rovine, forse di età romana. Alcuni antichi carteggi attestano l'esistenza di un luogo di culto in questo sito già intomo al Mille
Sembra inoltre che la piccola chiesa rurale sia stata meta di pellegrinaggi per parecchi secoli, sorge in effetti presso un trivio alle porte del borgo, in quello che anticamente era un frequentato punto di transito tra i centri di Civitanova, Montecosaro e Morrovalle. Costruita inizialmente a croce greca, venne trasformata nelle forme attuali intomo alla metà del '700.

Ulteriori informazioni"
-Chiesa della Madonna di S. Domenico
Ci troviamo appena al di fuori della cinta muraria trecentesca, in prossimità dell'ormai scomparsa Porta di S.Giovanni. Da qui si domina su un esteso tratto della bassa Val di Chienti e dalle contrade sottostanti giungono solo rumori e odori di vita campestre. La minuscola struttura sorge in un sito tranquillo ed assolato, dove verso la metà del '500 venne edificata un'edicola votiva. Solo in seguito, intomo all'anno 1742, il piccolo manufatto venne trasformato nella chiesa attuale.
La data del 1756 incisa sopra l'ingresso, dovrebbe quindi corrispondere ad una semplice risistemazione o ad un primo abbellimento dell'impianto. Tetto e muratura sono stati ristrutturati di recente e tra breve saranno avviati anche i lavori per il restauro dei tré affreschi dell'intemo. Quello centrale è stato realizzato verso la metà del '500 e riproduce una Madonna con Bambino tra S.Domenico e S.Francesco. L'immagine fu veneratissima nei secoli passati, tanto che nonostante svariate visite di scrupolosi ladri di opere d'arte, vi sono ancora apposti diversi ex voto e coroncine. Nei due affreschi laterali figurano invece S.Antonio da Padova e S.Giuseppe, con in mano degli oggetti che simboleggiano il Bambin Gesù, rispettivamente un giglio ed un bastone fiorito.
-Chiesa delle Anime
Si affaccia su Largo Laureati ed è sede della Confraternita del S.mo Sacramento. Nelle forme attuali risale al 1766, data attestata da un'iscrizione posta all'interno della chiesa sopra il portale d'ingresso. Nulla sappiamo sulle vicende anteriori alla sua costruzione.
Di certo non mancano gli elementi per ipotizzare l'esistenza di un'altra struttura, modesta nelle dimensioni ma vecchia di molti secoli. Ciò potrebbe essere confermato dalla dedicazione del tempio alle anime purganti, le Anime Sante del Purgatorio nel pensiero dei credenti. Il loro culto raggiunse vasta diffusione intomo alla metà del XII secolo, ma solo durante il giubileo del 1300 si pervenne ad una sanzione ufficiale, grazie all'opera di papa Bonifacio VIII. La chiesa delle Anime potrebbe quindi essere sorta sul sito di un'edicola medievale, anche se in riguardo non vi sono ancora certezze.

Ulteriori informazioni"
Indirizzo Largo Giovanni Laureati
approfondimenti
Data costruzione: 1766
-Chiesa di S. Agostino
La chiesa, in origine dedicata a S.Martino, venne edificata verso la metà del '200, nella parte sommitale del colle su cui sorge il paese. Ospitò personaggi di grande fede come S.Nicola da Tolentino che qui soggiornò per circa un anno. Durante la sua lunga esistenza, ha subito due radicali opere di trasformazione che hanno completamente cancellato l'antica struttura medievale. La prima risale alla seconda metà del '500, mentre la più recente che gli ha dato le forme attuali, venne intrapresa nel Settecento.
Una struttura semplice ed austera, di cui colpisce il compatto fronte laterizio che domina Piazza Trieste. Questo lato del tempio è abbracciato per intero da un ampio terrazzo con balaustra e scalinata laterale, bianco manufatto realizzato nel 1927 dal costruttore civitanovese Fioretti. A ridosso della zona absidale sorge il maestoso campanile che, dal nucleo più elevato del borgo, s'affaccia sul paesaggio sottostante. L'intemo, completamente restaurato nel corso del 2003, può oggi far mostra del suo pomposo apparato decorativo. La chiesa di S.Agostino è per tradizione la dimora del reliquiario della Croce Santa, veneratissimo esempio d'arte bizantina. Dorato e cesellato, è composto da un'anima lignea rivestita di lamine d'argento. La sua superficie è ulteriormente arricchita da piccole lastre smaltate e da tre coroncine. Le reliquie sono poste in più sedi, scavate nel terminale dei bracci e nel punto d'incrocio di questi ultimi. Lungo la parete di sinistra è collocato un organo realizzato dal celeberrimo Gaetano Callido, sembra entro il 1792. L'attribuzione al maestro veneziano può essere confermata dalla presenza delle sigle G e C, incise assieme ai toponimi Montecosaro e MC. La cassa lignea presenta timpano e paraste laterali inserite in uno scenario di gusto neo-classico. Condizioni di suono ancora discretamente efficienti. L'intemo ospita anche svariate opere pittoriche di grande pregio che attualmente sono oggetto di uno studio approfondito e di un accurato restauro.
Indirizzo Via Gatti
approfondimenti
Data costruzione: 1247
-Collegiata (ex Pieve di S. Lorenzo)
Si affaccia sulla centrale Piazza Trieste ed è dedicata alla Madonna Assunta e a S. Lorenzo Martire. Ha assunto le attuali forme nel 1723 in seguito ad un generale rifacimento, mentre l'aggiunta della sagrestia risale al 1766. La storia del tempio è indissolubilmente legata alle vicende della pieve di S.Lorenzo, il più antico edificio sacro di Montecosaro di cui collochiamo le origini in età paleocristiana.
Questa divenne sede di un "ministerium", ovvero di un funzionario minore del conte che esercitava compiti giurisdizionali su distretti poco estesi. Apparentemente il territorio del ministerium di S.Lorenzo ricalcava quelli che grosso modo sono gli attuali confini comunali. La pieve era sita originariamente extra muros, ai piedi del colle lungo la strada fermana. Sul luogo sorgono oggi alcuni edifici moderni e dagli anni '50 la caserma dei carabinieri. Per costruirla si dovettero demolire le fondamenta di un torrione che giacevano interrate da secoli. Forse si trattava dei ruderi della torre campanaria, visto che gli anziani ricordano quel luogo col nome di "Pervecchia" (Pieve Vecchia). Possiamo invece affermare con certezza che nel 1490, le prerogative della pieve vennero trasferite all'intemo del borgo, nella chiesa di S.Maria in Piazza. Durante la prima metà del '700 questa venne infine demolita per far posto all'attuale Collegiata.

Ulteriori informazioni"
Orari delle S. Messe:
Prefestivi
Ore - 18.30
Festivi
Ore - 7.30 - 9.00 -10.00 - 11.15 - 17.00

-Palazzo Cagnaroni
Necessario segnalare anche questo palazzo storico, su cui purtroppo non sono stati ancora effettuati studi approfonditi. Dimora nobiliare di probabile origine seicentesca, costruita a ridosso della cinta muraria.Dimora nobiliare di probabile origine seicentesca, costruita a ridosso della cinta muraria. L'edificio arriva ad inglobare anche il basamento di uno degli antichi bastioni della cortina difensiva, trasformato nel tempo parte in cisterna e parte in suggestivo terrazzo. Dipinti del primo Ottocento decorano i soffitti intemi.
Indirizzo Via Saffi
approfondimenti
Data costruzione: secolo XVI - XVI
-Palazzo Cesarini (ex Palazzo dei Priori)
Nacque come Palazzo dei Priori intorno al XIII secolo. Dal 1552, fu sede e residenza del personale amministrativo dei marchesi Cesarmi, capeggiato dalla figura dell'Uditore o Luogotenente. L'arrivo dei nuovi insediati coincise con la realizzazione di alcune modifiche strutturali, tra cui lo sfondamento della stanza occupata dalla "Fraternità del Corpo di Cristo", l'attuale Confraternita del S.mo Sacramento.
Se ne ricavò un palco comunicante con la pieve di S.Lorenzo, grazie al quale i rappresentanti del feudatario potevano assistere direttamente alle funzioni religiose. Nel 1568, il palazzo fu teatro dell'uccisione dell'odiato Luogotenente Dario Attendolo da Bagnocavallo e di suo figlio Francesco. Fu l'episodio più eclatante di una violenta rivolta anti-feudale che tanto costò alla cittadinanza in termini di repressione ed impoverimento. Dopo aver gremito l'attuale Piazza Trieste, i cospiratori assaltarono il palazzo, uccisero i due Attendolo e li scaraventarono sull'impiantito attraverso una delle finestre del primo piano. L'ordine venne ristabilito in pochi giorni dalle truppe del Governatore Generale di Macerata ed alla restaurazione seguirono fughe, torture, processi, spoliazioni totali dei beni e tredici condanne a morte eseguite tramite impiccagione.

Ulteriori informazioni"
Indirizzo Largo Giovanni Laureat
approfondimenti
Data costruzione: secolo XVII
-Palazzo Comunale (ex Convento Agostiniano)
La massima istituzione comunale ha sede nell'ex Convento Agostiniano, struttura con oltre 700 anni di storia. Gli eremitani di S.Agostino succedettero alla decadente comunità benedettino-farfense e si insediarono entro le mura del borgo già dalla metà del '200. Erano riconoscibili per la tonaca nera col piccolo cappuccio triangolare, stretta in vita da una cinta in cuoio. Pare che l'ultimo degli agostiniani montecosaresi si spense nel 1873, quando già da tredici anni l'antico complesso era proprietà non più dell'ordine ma del Comune di Montecosaro.
Il nobile e pregiato edificio attuale è frutto di una grandiosa ricostruzione settecentesca. Il pianterreno è dominato dalla presenza del chiostro, armonioso spazio rettangolare trasformato nel tempo ed attualmente sviluppato su tre ordini. Il manufatto al centro del cortile, che a prima vista potrebbe sembrare un pozzetto, è in realtà un'antica cisterna attorniata da un tunnel di ghiaia e carbone che filtra l'acqua piovana rendendola potabile.

Ulteriori informazioni"
-Palazzo de Nicolo’ Massari
L'edificio è situato all'interno delle mura in prossimità della Porta di S.Lorenzo, lungo la strada che dal centro storico portava alla basilica dell'Annunziata.
La costruzione si presenta attualmente in forme settecentesche, appartenne infatti alla nobile famiglia dei Gentili almeno dagli inizi di quel secolo. Per conoscerne le origini occorre invece risalire all'età comunale, visto che al pianterreno sono state rinvenute volte, arcate e porzioni murarie di evidente gusto due/trecentesco.

Ulteriori informazioni"
-Palazzo Laureati
I Laureati provengono dal Veneto, con precisione dal comune di Sacile (PN) dov'è tuttora esistente un Palazzo Laureati in Piazza del Duomo. Sul finire del '400 si trasferirono nel Regno di Napoli e da qui a Montecosaro, passata nel frattempo tra i possedimenti dei Cesarmi. Il personaggio di maggior spessore della famiglia fu il gesuita Giovanni che qui nacque nel 1666. Parliamo del più celebre tra tutti i montecosaresi anche se ai più sconosciuto. Poliglotta e sinologo, fondò il Collegio di Pechino ai tempi in cui fu missionario nelle sconfinate terre di Cina.
L'edificazione del complesso signorile di Montecosaro è collocabile tra la fine del '600 e gli inizi del '700. Fu Giacomo (1640-1710), figlio di Virgilio, a volere una dimora più consona al prestigio ed all'importanza del proprio casato. Acquistò un gruppo di piccole case e provvide alla loro demolizione, ottenendo un'ampia superficie su cui in seguito potè costruire. La facciata dell'edificio, ornata da quattro paraste, presenta sei finestre nel piano rialzato ed otto in quello superiore. Il portale d'ingresso è costruito con materiale laterizio particolarmente curato che forma un'elegante incorniciatura architravata. E' sovrastato dallo stemma gentilizio, in cui si notano un elmo ed una mano che regge un ramo d'alloro, a testimonianza di una lunga tradizione di studio e pratica delle armi.

Ulteriori informazioni"
Indirizzo Piazza Garibaldi, 2
approfondimenti
Data costruzione: secolo XVII - XVIII
-Porta S. Lorenzo
Orientata verso Levante è da sempre la principale delle tré porte d'accesso al borgo, l'unica dalla fine dell'800, in seguito alla demolizione di Porta S.Lucia ubicata a settentrione. La struttura ci appare alquanto complessa ma ancor più lo fu in passato, quantomeno fino al tempo in cui venne trasformata prima in residenza privata ed in seguito in dimora gesuitica. Risale a questa fase la perdita del coronamento sommitale merlato, dotato di beccatelli e caditoie per la difesa piombante e non v'è più traccia neanche della cortina merlata che affiancava la torre portaia e ne ampliava la mole rendendola più imponente. A tale riguardo giunge in nostro soccorso un antico disegno, ricavato da un affresco del XVI secolo attribuito a Simone de Magistris e conservato all'intemo della vicina chiesa di S. Rocco.
L'edificio si presenta oggi in fattezze duecentesche, con un finto fornice a sesto acuto molto sviluppato in altezza. La principale porta castellana era in effetti il biglietto da visita della comunità e le raffinatezze architettoniche servivano sia ad esaltarne il valore che ad ostentarne il benessere. E' invece più tardo il fornice intermedio a tutto sesto, già dotato di portone e di probabile estrazione tre/quattrocentesca. Oltre che elegante, la porta era anche forte e sicura ed in aggiunta alle già descritte difese attive dall'alto, era munita anche delle cosiddette difese passive. La prima consisteva nella saracinesca, pesantissima grata in ferro battuto manovrata dall'alto ed all'occorrenza fatta letteralmente precipitare lungo la sede di scorrimento; la seconda era invece costituita dal portone, possente manufatto in legno sprangato dall'interno con sbarre di chiusura anch'esse in ferro battuto. Nel XIX e XX secolo vennero eseguite ulteriori modifiche abitative che fusero Porta S.Lorenzo con l'attuale Palazzo Marinozzi (eredi della proprietà Gatti). Il risultato è un'interessante commistione tra l'eleganza severa dell'originaria struttura difensiva, l'austerità dello stile gesuitico ed alcuni elementi funzionali che ingentiliscono il complesso.
Indirizzo Via Mazzini
approfondimenti
Data costruzione: secolo XIV - XV
-Torre Civica
Nonostante varie risistemazioni nel corso dei secoli, la torre civica medievale giunse alla fine del '700 in pessime condizioni... era ormai prossima al crollo, si decise quindi di demolirla e ricostruirne una più grande e robusta. Progettazione e realizzazione vennero affidate rispettivamente all'architetto comasco Augustoni ed al capomastro civitanovese Marazzi che potè iniziare i lavori nel 1791. Interruzioni e lungaggini furono una costante, ma si riuscì comunque ad ultimare l'edificio entro il 1796, utilizzando anche una porzione di Palazzo Cesarini. Sappiamo che, agli inizi dell'800 venne costruito anche il nuovo teatro condominiale, rinnovando gli spazi dell'antico Palazzo Pubblico estesi ed unificati alla vicina sede ducale. La Torre Civica, allora posta nel mezzo, rimase inglobata tra i due edifici e da allora sembra curiosamente spuntare dai tetti di Piazza Trieste.
Nel 1808, vennero collocati due orologi alla francese con mostra in pietra bianca di Cingoli, rivolti: uno verso S.Agostino ed il Cassero, l'altro verso la Val di Chienti. In seguito saranno rimossi e sostituiti con degli altri che comunque conserveranno lo stesso orientamento. Il manufatto è coronato da un cornicione e culmina con cuspide e pesante lantemino in tufo. Pare che l'apposizione di quest'ultimo sia stata oggetto di snervanti controversie tra l'Augustoni ed il Marazzi che, oltre a coinvolgere Comune e cittadinanza, ritardarono il completamento dell'opera. Anche la Torre Civica è strettamente legata al ricordo dell'insurrezione anti-feudale del 1568. E' accertato che i tumulti di piazza iniziarono quando la campana della vecchia torre iniziò a suonare ad arma. Purtroppo la rivolta fallì e la sommossa venne presto sedata e duramente repressa. Oltre alle tredici condanne a morte, vi furono numerose fughe oltre l'Adriatico per sfuggire alle pesanti conseguenze. Per un po' di tempo la torre e la cittadinanza furono anche private della campana, vista dalle autorità come "soggetto insurrezionale". In seguito ricollocata al suo posto, eseguirà tredici rintocchi sul calar della sera per quasi quattro secoli. Tredici furono gli impiccati, tredici furono i rintocchi e in molti li ricordano ancora, almeno fino agli anni '50 del secolo scorso. Un religioso compianto per i promotori della rivolta o/e un monito per la cittadinanza. A scanso di equivoci, la saggezza popolare decise di affibbiare alla macabra rievocazione un appellativo quanto mai emblematico: "li guai de Montecò".
Indirizzo Piazza Trieste
approfondimenti
Data costruzione: XVIII